PortoM

Cattivi Maestri Cattivissimi Allievi – Saperi Condivisi

Collettivo Askavusa in collaborazione con Mediterranen Hope

presenta:

Due incontri con Paolo Cuttitta

TESSERA OBBLIGATORIA:

tessera giornaliera 1 euro / tessera settimanale 3 euro / tessera annuale 10 euro

(contributo libero per sostenere le attività del collettivo Askavusa)

40 posti disponibili è gradita la prenotazione

per info e prenotazioni Francesca Del Volgo 3289035468 chiamare dalle 9.00 alle 13.00

oppure scrivere a askavusa@gmail.com

Breve Biografia di Paolo Cuttitta

cuttitta

Paolo Cuttitta è ricercatore presso la Vrije Universiteit di Amsterdam dal 2013. Abilitato come professore associato di Geografia dal 2014, è stato docente a contratto di Sociologia e assegnista di ricerca presso l’università di Palermo (dove ha conseguito la laurea in Scienze Politiche e un dottorato di ricerca in Diritti umani), e ha svolto periodi di ricerca presso le università di Amburgo, Berlino (Humboldt) e Tunisi (al-Manar). Ha pubblicato le monografie Lo spettacolo del confine. Lampedusa tra produzione e messa in scena della frontiera (2012) e Segnali di confine. Il controllo dell’immigrazione nel mondo-frontiera (2007). Autore di diversi articoli su migrazioni e confini, ha anche curato, con Fulvio Vassallo Paleologo, il volume Migrazioni, frontiere, diritti (2006).

PortoM  23 giugno ore 19.00

Presentazione del libro: Lampedusa lo spettacolo del confine di Paolo Cuttitta

Com’è avvenuta la trasformazione di Lampedusa nel sinonimo della frontiera euro-africana? La trasformazione di un luogo in confine, o la trasformazione del ruolo simbolico e pratico di un confine, è sempre frutto di determinate azioni. Il libro analizza i principali atti che hanno accresciuto il tasso di “confinità” di Lampedusa, determinando la “frontierizzazione” dell’isola, tra gli anni Novanta e il 2011. L’analisi tocca alcune scelte del legislatore, l’evoluzione delle relazioni con i paesi nordafricani e certe pratiche di controllo e gestione delle frontiere, quali l’apertura di un centro di detenzione, la scelta di dirottare quasi tutti i migranti a Lampedusa (concentrandovi così anche le attività di accoglienza) e la produzione di emergenze artificiali.

Sullo sfondo di un contesto che continua a presentare i movimenti delle persone come un’emergenza da spettacolarizzare, il libro esamina inoltre i registri narrativi che hanno prevalso nelle diverse fasi di tale emergenza, nei diversi atti di tale ‘spettacolo’. Accanto a quello della sicurezza, che vede i migranti come fattori di rischio, si è andato sempre più consolidando e rendendo visibile negli ultimi anni – anche sul palcoscenico privilegiato di Lampedusa – quello umanitario, che vede i migranti come soggetti a rischio. Entrambe tali retoriche contribuiscono a disegnare, consolidare e trasformare il regime di frontiera.

PortoM  28 giugno ore 19.00

Sul confine (dal confine)

Il confine è un costrutto sociale, non un dato naturale. Nessun fiume, nessun mare, nessun monte e nessun’isola è un confine naturale: ciascuno di questi elementi territoriali diventa confine solo se e solo nel momento in cui qualcuno gli attribuisce tale significato e funzione. Ciò vale per i confini territoriali – quelli che possono essere tracciati sul suolo, demarcati, fortificati; quelli che possono essere raffigurati, per esempio, come linee sul mappamondo – ma ciò vale anche per i confini sovra-territoriali: quelli identitari, simbolici e mentali che definiscono le condizioni personali o collettive di individui e gruppi. Anch’essi non sono che il frutto di quei continui e inarrestabili processi di costruzione e negoziazione di categorie e di appartenenze, di imposizioni e di resistenze, che sono propri della vita sociale dell’umanità.

Per questo il confine può essere adottato come un punto di vista privilegiato per interpretare la realtà e per comprendere la complessa e multiforme rete di dispositivi di inclusione ed esclusione che caratterizzano le dinamiche politiche e sociali dei nostri tempi, tanto a livello globale quanto a livello locale. Infatti, lungi dallo scomparire (come all’indomani della caduta del Muro di Berlino era invece stato ipotizzato che potesse accadere), i confini, nel mondo contemporaneo, sembrano piuttosto riprodursi senza posa; lungi dal perdere importanza, essi riaffermano il proprio ruolo imprescindibile, dimostrando la capacità di riproporsi in rinnovate e diverse forme e modalità operative.

Assumendo questa prospettiva, e concentrando l’attenzione principalmente sul fenomeno migratorio, l’incontro ruoterà intorno al tema dell’evoluzione dei confini nella nostra epoca, cercando di illustrare come essi si trasformino e si moltiplichino, si abbattano e si ricostruiscano, si rafforzino e si aggirino, e come ogni processo di chiusura si accompagni a processi diversi di apertura, ogni forma di esclusione si affianchi a forme diverse di inclusione.

Askavusa https://askavusa.wordpress.com/

PortoM https://portommaremediterraneomigrazionimilitarizzazione.wordpress.com/

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PortoM Lungo Mare Luigi Rizzo Lampedusa (AG) 92010

askavusa@gmail.com

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